Finalmente si comincia!

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Finalmente iniziamo a coltivare l’Orto Collettivo degli abitanti di Mirafiori!
Lavoriamo a Settembre per preparare l’orto per l’inverno: ci servono le braccia e la compagnia!
Tutti gli abitanti possono collaborare a coltivare l’orto collettivo degli abitanti di Mirafiori e godere degli ortaggi che nasceranno: ognuno in proporzione al tempo che potrà dedicare.
Perchè non iniziare subito?
Iniziamo con 4 giornate di lavoro per avviare l’orto, e poi ci occuperemo di mantenerlo attivo speriamo molto a lungo con l’aiuto di tanti abitanti. E’ possibile partecipare anche ad una giornata sola.

3-4 Settembre e 17-18 Settembre
ore 9,30-16,30 (pranzo al sacco o a casa per chi abita vicino)
Strada Castello  di Mirafiori 22, Torino (Cascina Cassotti Balbo)Porta i tuoi guanti da lavoro (se non li hai devi procurarteli: quelli sono personali).

ECCO IL VOLANTINO INFORMATIVO

E’ possibile partecipare anche una giornata sola, per dare una mano
Contattaci per i dettagli e per dirci che ci sarai: mirafiorisocialgreen@gmail.com

L’orto collettivo sarà avviato seguendo i principi della Permacoltura e saremo seguiti dai tecnici della Associazione EcontAct. (www.econtact.be)

Le associazioni di Mirafiori Social Green: Parco del Nobile

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L’Associazione Parco del Nobile è un’associazione di promozione sociale che sviluppa da anni percorsi di educazione ambientale e alla sostenibilità attraverso progetti che coinvolgono scuole, insegnanti, famiglie e ragazzi attraverso laboratori, giornate e centri e campi estivi

Collabora da anni nella gestione di alcune fattorie didattiche della Regione Piemonte in percorsi di avvicinamento e conoscenza del mondo rurale attraverso esperienze pratiche e condivise, attività di avvicinamento agli animali e giochi all’aperto. La fattoria didattica è un luogo ricco di stimoli e ideale per sviluppare percorsi educativi ed è un ottimo terreno di apprendimento attivo.

Quattro idee fondamentali sono alla base delle nostre attività:
1. Pedagogia attiva – “imparare facendo”
2. Il contatto con i viventi
3. Luogo di vita, d’incontro, di formazione, di emozione
4. Lo sviluppo trasversale dei saperi

Le esperienze proposte dall’Associazione prendono spunto dall’animazione didattica realizzate nelle fattorie, con gli obiettivi di: a) facilitare e sviluppare la valorizzazione dei saperi pratici rispetto ai saperi teorici e lo sviluppo dei saperi trasversali b) l’attenzione al singolo e alla dimensione relazionale c) lo sviluppo della scoperta autonoma e relazionale d) lo sviluppo delle capacità espressive.

I laboratori proposti al Parco del Nobile permettono di fare esperienza diretta del contatto con gli animali e della loro presa in carico in quanto esseri viventi che hanno bisogno di cure, attenzione e rispetto e degli aspetti più creativi e di sviluppo delle capacità progettuali e di realizzazione manuale di oggetti e manufatti. L’Associazione sviluppa percorsi di avvicinamento alla ruralità, al contatto con la natura e con gli animali.

Per il progetto Mirafiori Social Green sono stati attivati corsi di apicultura in vista della nascita di un vero e proprio apiario didattico.

Un anno di Mirafiori Social Green

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È passato ormai un anno da quando undici associazioni torinesi si sono ritrovate attorno ad un tavolo a discutere, scambiarsi opinioni e riflettere su uno tra i quartieri più ambivalenti di Torino: Mirafiori.

Ambivalente perché la sua natura è sempre stata caratterizzata dall’operosità industriale, dalla convivenza di culture diverse, da una divisione storica tra un “nord” e un “sud”  e dalla mancanza di un’identità basata sulle molteplici qualità del quartiere. Tra queste, prima fra tutte, i grandi spazi verdi che lo circondano.

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Mettere insieme undici associazioni, con un percorso specifico e una storia alle spalle, poteva non risultare un processo così spontaneo, eppure sin dai primi incontri comune è stata la volontà di guardare al quartiere Mirafiori con uno sguardo del tutto nuovo e che fosse rivolto all’esaltazione dell’idea di comunità, alla valorizzazione delle pratiche sostenibili dei suoi abitanti e, infine, all’attivazione di processi che con il tempo diventassero parte integrante di un modo di vivere il quartiere da parte dei suoi abitanti.

In un anno di lavoro le associazioni, coordinandosi, hanno provato a dare vita a tutto questo mettendo sul campo tutto ciò su cui sono esperte. E così si è passati dall’attivazione di corsi pratici e laboratoriali, di attività ludiche dedicate ai bambini, di incontri formativi sul tema degli sprechi, di visite guidate alla scoperta del territorio. Il tutto cercando di coinvolgere gli abitanti attraverso una campagna di promozione delle attività sui social network: ecco qui che il progetto ha preso forma con il nome di Mirafiori Social Green, un nome che ha voluto contenere in sé tutte queste informazioni ponendosi come un punto di partenza.api

Lo scorso 28 maggio il momento finale e conclusivo di questa prima sperimentazione di progettazione condivisa ha voluto coincidere, non casualmente, con la tradizionale “Festa dei Vicini”, che sempre più diventa un momento di incontro tra abitanti di uno stesso territorio con la voglia di appartenergli non più singolarmente, ma collettivamente.

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Una festa che, simbolicamente, ha chiuso quel cerchio iniziato con la “passata di pomodoro collettiva” e che ha messo in contatto in un pomeriggio caldo di settembre uomini, donne e bambini accomunati dallo scopo di condividere i propri spazi e il proprio tempo libero con un’attività tanto tradizionale quanto sostenibile e, appunto, “green”.

 

Il Mausoleo della “Bela Rosin”, una storia d’amore ambientata a Mirafiori

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In occasione della festa organizzata da Mirafiori Social Green, si terrà una passeggiata, il 28 maggio, attraversando i parchi, i ruderi del Castello di Mirafiori, lo storico asilo Regina Margherita, e ammirando, tra le altre cose,  il il Mausoleo della “Bela Rosin”. Edificio che, se è noto agli abitanti del quartiere, non è scontato che sia conosciuto dal resto dei cittadini della città. Soprattutto, non è forse noto che quest’ultimo nasce da una storia d’amore- come racconta Dionigi Arato del Comitato di Borgata Mirafiori, che guiderà la visita del 28 maggio: quella tra Vittorio Emanuele II e Rosa Vercellana.

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Cos’è, dunque, il Mausoleo della “Bela Rosin”? 

Il Mausoleo è un edificio, in stile neoclassico, progettato dall’architetto Angelo Demezzi tra il 1886 e il 1888, voluto dai figli di Rosa Vercellana, appunto la “Bela Rosin” e situato nei pressi i Strada del Castello di Mirafiori. Una copia in scala 1:5 del Pantheon romano, luogo di sepoltura del marito Vittorio Emanuele II.

Vittorio Emanuele II di Savoia conobbe la quattordicenne Rosa Vercellana nel 1847, all’età di 27 anni, quando ancora non era re, probabilmente a Racconigi (dove il padre di Rosa, ufficiale delle guardie del re, comandava la tenuta reale di caccia) e se ne innamorò subito.
Sulle circostanze dell’incontro esistono versioni diverse, che sostanzialmente confermano che i primi incontri furono clandestini, per non sfidare l’opposizione del re Carlo Alberto e le leggi che proibivano severamente il “rapimento” di ragazze di età inferiore ai 16 anni.
Nonostante la relazione con Rosa Vercellana, il Re non trascurò i doveri coniugali né le numerose amanti da cui ebbe parecchi figli, molti dei quali riconosciuti. Ma mentre le altre relazioni ebbero breve durata e si conclusero quasi tutte con dei nuovi nati dal cognome Guerriero o Guerrieri (che il re riservava ai figli delle sue amanti) e una pensione, quella con Rosa non solo diede alla luce due figli ma continuò per tutta la vita.

bela rosinCon il trasferimento della capitale, nel 1864 Rosina seguì il re d’Italia a Firenze, stabilendosi nella villa La Pietraia. Nel 1869 Vittorio Emanuele II si ammalò di polmonite nella Tenuta di San Rossore. Temendo di morire, il re improvvisamente sposò Rosa Vercellana con il solo rito religioso (che non conferiva alla Vercellana nessuno dei diritti e poteri di regina). Ripresosi dalla malattia, a Roma, anni più tardi, il 7 ottobre 1877 Vittorio Emanuele II sposò Rosa Vercellana anche con matrimonio civile. Rosina diventò moglie del re anche per lo Stato, ma senza acquisire il titolo e la dignità di regina e rimanendo pertanto, agli effetti legali, moglie “morganatica”.
Isolata e disprezzata dai nobili, che la consideravano una arrampicatrice sociale, e dai politici (fra i quali Cavour, che temeva per il prestigio e l’immagine internazionale che il Regno di Sardegna stava acquisendo), Rosa Vercellana, che non sapeva leggere e scrivere e parlava solo la lingua piemontese, fu invece molto amata dal popolo per le sue umili origini.

Per quale motivo venne costruito un edificio dalla sua particolare struttura architettonica? A volerlo furono i figli di Rosa Vercellana, Vittoria ed Emanuele, in seguito al diniego ufficiale, da parte della Casa Reale, di seppellire la madre nel Pantheon di Roma, accanto alle spoglie di suo marito, Vittorio Emanuele II.

mmmLe vicende che hanno interessato il mausoleo ne tempo sono disparate e spesso negative. Ma il suo riscatto è arrivato nel settembre 2005, quando è stata inaugurata l’apertura al pubblico del mausoleo e del parco.

 

Da quel momento la struttura ospita letture, dibattiti, concerti e mostre, per integrare un pezzo di storia della città nel tessuto sociale e culturale di un quartiere dalle origini così nobili come Mirafiori.

 

 

(Fonte immagini e storia del Mausoleo dal sito http://www.comune.torino.it)

Festeggia con Mirafiori Social Green

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Mirafiori Social Green compie un anno!
Un anno di idee, progetti, passione, impegno. Un anno di incontri e condivisioni.
Un anno dedicato a dare risalto ai pregi di Mirafiori: il piacere di socialità, le bellezze naturali e culturali, l’attenzione per l’autoproduzione e il riuso nel rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

Vogliamo festeggiare questo bellissimo anno con tutti coloro che lo hanno vissuto insieme a noi e invitare tutti i vicini che ancora non abbiamo conosciuto!

Sabato 28 Maggio, unitevi a noi per la passeggiata nei luoghi di Mirafiori Social Green e condividete l’apericena tra vicini.

  • Primo raduno alle ore 15,30 nel giardino davanti al Mausoleo della Bella Rosin per la passeggiata.
  • Secondo raduno alle 19,00 per l’apericena condiviso: ognuno porti una pietanza e una bevanda da condividere, più piatto, bicchiere, posata per sè. Al resto pensiamo noi!

Aiutaci ad invitare i tuoi amici e vicini di casa: condividi questo post.

Contattaci per informazioni e adesioni: mirafiorisocialgreen@gmail.com

 

Permacultura, cos’è?

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Permacultura, una pratica di agricoltura sostenibile e di gestione etica della terra, che prende il via negli anni ’70   per descrivere un sistema che sistematizza e sviluppa gli elementi di diverse scienze ecologiche.

La parola “permacultura” è stata creata da Bill Mollison e David Holmgren e inizialmente significava agricoltura permanente, mentre oggi designa un insieme di

 “terreni progettati in modo da riprodurre gli schemi e le relazioni presenti in natura, in grado di produrre abbondanza di cibo, fibre ed energia al fine di provvedere ai bisogni locali”.

Il termine che nasce dalla fusione di «permanent» e «agricolture», indica l’importanza di passare da un modello agricolo basato in gran parte su colture annuali energivore a uno schema che invece, su esempio degli ecosistemi naturali, punta alla creazione creazione di colture pluriennali caratterizzati da bassi consumi di energia fossile e impiego ridotto di lavoro umano.
“Permanent culture”, cultura permanente, riflette i 40 anni ormai raggiunti da questa metodologia di progettazione che si può definire, sostanzialmente, come una sintesi di ecologia, geografia, antropologia, sociologia e progettazione, come un sistema di progettazione per insediamenti umani ecosostenibili, fondati sulla centralità dell’agricoltura e su un’attenzione particolare al territorio, nel quale l’uomo si integra in modo armonioso.

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E in Italia?

Nel nostro paese la permacultura è arrivata nel 2000 quando per la prima volta due insegnanti spagnoli hanno tenuto il corso di permacultura su invito dell’Associazione Torri Superiore. Da qui diverse realtà italiane hanno avviato progetti di permacultura, tra cui anche il nostro a cura dell’associazione EcontAct.

Orto Collettivo a Mirafiori: si parte!

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DOMENICA 22 MAGGIO – ORE 16,30/18,30
VIA ONORATO VIGLIANI 102, TORINO
Brindiamo alla partenza dell’orto collettivo e organizziamo il suo funzionamento.
Invitiamo gli interessati a partecipare all’orto collettivo, ma anche i curiosi o chi pensa di avere idee/esperienze sul come farlo funzionare: il confronto è molto utile!!

Di cosa si tratta?

Mirafiori Sud è famoso per i suoi orti urbani e chi di voi sta seguendo Mirafiori Social Green sa che l’orticoltura urbana a terra, in vaso, in verticale, sui balconi è una delle passioni degli abitanti di questo verde quartiere di Torino.

Tuttavia, la disponibilità di appezzamenti a terra e le dimensioni dei balconi cittadini non consentono a tanti di sfogare la propria passione.
Mirafiori Social Green ha pensato ad una soluzione: un appezzamento che diviene orto coltivato collettivamente dagli abitanti di Mirafiori che desiderino produrre le proprie verdure.
Non un orto frazionato in piccole singole aiuole personali, ma un orto coltivato insieme da molte persone, ognuno apportando il tempo disponibile e le competenze personali.

L’orto nasce sul terreno della Cascina Cassotti Balbo (Strada Castello di Mirafiori 22, Torino) messo a disposizione e coordinato da ENZOB e VOV102, aperto alla coltivazione degli abitanti in modo comune e partecipato.

Come si fa?
Ne parliamo insieme Domenica 22 Maggio alle ore 16,30
Ci troviamo in Via Onorato Vigliani 102, Torino
(a causa del brutto tempo previsto all’orto ci andremo successivamente)

L’incontro si tiene alla fine del corso di base sulla permacultura: suggeriamo di frequentarlo!